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Le piante officinali PDF Stampa E-mail

Le piante officinaliIn questi ultimi tempi, contro i farmaci di sintesi si è predicato il ritorno alla Natura, cioè alle piante officinali. L'assemblea mondiale della Sanità ha raccomandato all'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) di riconsiderare il problema delle piante officinali, con la raccomandazione che la terapia con i vegetali rientri nei confini della terapia scientifica e sperimentale. Malgrado il progresso spettacolare della chemioterapia, il consumo delle piante officinali nel mondo è in continuo aumento, tanto che la domanda supera di gran lunga l'offerta. D'altronde la raccolta delle piante spontanee diminuisce a causa della rarefazione delle piante stesse, dovuta alla loro indiscriminata raccolta. Secondo I'OMS "è pianta medicinale ogni vegetale che contiene, in uno o più dei suoi organi, sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o che sono i precursori di emisintesi chemiofarmaceutiche" (1978). In contrapposto alla molecola pura ci sono le piante medicinali: di esse, infatti, non si adopera mai un composto chimico puro, ma la droga integrale o le sue preparazioni galeniche. Un impiego terapeutico delle piante officinali non deve essere ritenuto un improvviso ritorno alla natura, ma un fatto razionale, conosciuto e valutato dal medico curante. Non vi sono "piante miracolose", ma innumerevoli droghe vegetali che possono vantaggiosamente sostituire o affiancare la terapia di sintesi. La scuola medica salernitana de Medioevo ci suggerisce l'uso del vino medicato; il vino, quindi, come mezzo di estrazione dei principi attivi delle piante lasciate macerare in esso. "il vino, se puro, ti dà parecchi benefici: conforta il cervello, allieta il tuo stomaco, sottrae dal tuo corpo i valori nocivi, rilassa il tuo ventre, se pieno, acuisce il tuo ingegno, nutre la tua vista e schiarisce il tuo udito, rinforza il tuo corpo ed irrobustisce le tue membra". Il territorio dei Parco, caratterizzato dai due contigui massicci montuosi dei Pollino e dell'Orsomarso è un giardino botanico naturale: in esso sono state censite, da più studiosi, circa 1700 specie, delle quali ne risultano officinali 366, tra cui 48 velenose e 5 pericolose. Inoltre, 59 sono arboree, 58 cespugliose e 249 erbacee. Tale abbondanza di vegetazione "aromatica" ha da sempre costituito il pascolo per numerose greggi, dal cui latte sono stati prodotti formaggi e latticini molto delicati per aroma e gusto. Il Gesualdi, nel 1807, scriveva: 'W Monte di Pollino è veramente nomato per tutta l'Europa, stantino l'erbe medicinali preziosissime che in gran copia nudrisce", e tanti altri esploratori italiani e stranieri dei sec. XVIII e XIX decantano l'abbondanza e la varietà di specie medicamentose che "quivi crescono". Quindi abbondanza di specie vegetali per la produzione di pregiati prodotti alimentari e possibilità di curare il proprio corpo con piante officinali. Da qualche anno, soprattutto nella Vai Sarmento, imprenditori agricoli e cooperative si sono attivati per la coltivazione di alcune di esse: è necessario però precisare che di solito si tratta di varietà migliorate, adatte alla coltivazione se pure su limitate superfici. È però bene ricordare che il D.P.R. dei 15-11-1993 "istituzione dell'Ente Parco Nazionale dei Pollino" stabilisce "Sono vietate su tutto il territorio del Parco Nazionale dei Pollino le seguenti attività ... la raccolta e il danneggiamento della flora spontanea". ... e allora che fare?! Portare a casa un bel mazzo di fotografie: durano tanto e si possono anche regalare agli amici! Ma quali sono le specie officinali da fotografare? Eccone alcune, con qualche utile indicazione per i luoghi ove è possibile incontrarle più di frequente.
L'iperico o Erba di San Gìovanni (Hypericum perforatum L.) è specie comune dalla zona mediterranea fino alla zona montana, ai margini dei campi, nelle forre umide; il fiore è giallo con fioritura estiva. Si usano in particolare le foglie come antisettico per piaghe, scottature e contro le infiammazioni dei bronchi e delle vie urinarie.
La Ginestra minore (Genista tinctoria L.) è frequente nei boschi (faggete, abetine, cerrete) e in cespuglieti e pascoli a quote elevate; il fiore è giallo intenso. I semi contengono citisina, un alcaioide tossico, che in leggere quantità conferisce alla pianta proprietà diuretiche, purgative e cardiotoniche. Un tempo veniva usata dai tintori per colorare di verde i tessuti.
Il Tarassaco comune - Soffionl (lingua locale albanese) (Taraxacum officinale W.) è presente nei boschi di abete e faggio, ma soprattutto in prati, cespuglieti e presso ruderi; il fiore è giallo carico. La sua radice viene utilizzata in medicina per le proprietà diuretiche, depurative e toniche. Spesso è coltivata come vero e proprio ortaggio e consumato come insalata.
La Cornetta dondolina (Coronilla emerus L.) si ritrova nei querceti (roverelleto, cerreta), nella macchia mediterranea, nella lecceta, nei cespuglieti e negli incolti. Il fiore è giallastro, in caratteristiche ombrelle. Come proprietà officinali è un ottimo cardiotonico; molto spesso coltivata per ornamento.
La Ginestra odorosa (Spartium junceum L.) dal fiore giallo intensamente profumato, forma popolamenti largamente estesi soprattutto nella fascia mediterranea (lecceta); grazie all'elevata capacità di colonizzare ambienti scoperti, essa è frequentemente utilizzata come specie preparatoria dei rimboschimenti e consolidatrice di pendii franosi. Ha proprietà diuretiche ed ipotensive. I rami, per la loro flessibilità, sono utilizzati nelle pratiche agricole come legacci e, attraverso un lungo procedimento di lavorazione, anche come filato per tessuti.
Il Biancospino comune - Kromumbihse e Murriza (lingua locale albanese) () è una specie arbustiva frequente nei cespuglieti e nelle radure dei boschi a diverse quote (macchia, roverelleto, abetina, cerreta). Il fiore è bianco, molto odoroso. La pianta, sin dall'antichità, è sottoposta a svariati usi officinali essendo astringente, febbrifuga, sedativa ed ipotensiva. Spesso è coltivata per ornamento.
La Borragine comune - Gluha Lops e Vrraina (lingua locale albanese) (Borago officinalis L.) è presente negli incolti e negli ambienti ruderali della fascia mediterranea; ha fiore bianco. È depurativa, diuretica, emolliente, lassativa e sudorifera. Le foglie ancora tenere vengono utilizzate nella preparazione di minestre.
Il Ginepro comune - Dilenja (lingua locale albanese) (Juniperus communis L.) è un arbusto frequente dal piano mediterraneo a quello subalpino, nella lecceta e nei boschi di abete e faggio, in cespugli ed incolti; il frutto è di colore violaceo: viene impiegato nella preparazione del gin e in medicina come diuretico, tonico, stimolante e depurativo.
Il Millefoglio montano (Achillea millefolium L.) è specie rarissima, presente nelle formazioni di pino loricato o faggio, in boscaglie ed incolti dei piano montano; il fiore è bianco-rossastro. Ha proprietà emostatiche, vulnerarie, antisettiche, antispasmodiche, cicatrizzanti e diuretiche. La leggenda narra che il centauro Chirone curò le ferite di Achille, eroe della mitologia greca, con applicazioni di millefoglio. Attualmente è molto usata come aromatizzante in liquoreria.
La Fumaria comune (Fumaria officinatis L.) è molto frequente dalla macchia al piano montano, in coltivi e presso i ruderi. Il fiore è rosso; ha proprietà antiflogistiche, antieczematose, diuretiche, ipostemizzanti e toniche.
Il Verbasco tasso (Verbascum thapsus L.) si trova in boschi di abete e faggio, negli incolti e in vicinanza di ruderi; il fiore è bianco-giallastro. È officinale dalle proprietà cicatrizzanti, calmanti, espettoranti, sudorifere, emollienti, antispasmodiche e sedative.
Il Poligano bistorta (Polygonum bistorta L.) è diffusa nei cespuglieti dei piano montano e subalpino. Il fiore è roseo; dal rizoma si ricava il tannino usato per la concia delle pelli. È astringente, antidiarroica, emolliente, risolvente, tonica e vulneraria.
La Pervinca Minore (Vinca minor L.) è presente nelle abetine e faggete del piano montano; il fiore è violetto. È coltivata per ornamento.Ha proprietà diuretiche, ipotensive, digestive, decongestionanti, astringenti ed antidiabetiche.
L'Alloro – Lauro Dbafna (lingua locale albanese) (Laurus nobilis L.) sempreverde, è tipico della macchia mediterranea, si trova in boscaglie e cespuglieti. Il fiore è giallo ed odoroso. Molto spesso viene coltivata per ornamento. È officinale dalle proprietà antisettiche, sedative, stimolanti, sudorifere e carminative. Le foglie sono usate in cucina come aromatizzanti.
Il Ginestrino (Lotus comiculatus L.) si ritrova nei boschi di cerro, abete e faggio, negli incolti e nei pascoli; il fiore è giallo-rosso. È coltivato come foraggio. Ha proprietà antispasmodiche e sedative. E' specie protetta.
L'Asfodelo montano (Asphodelus albus M.) è presente nei pascoli montani e in boschi di cerro, abete e faggio; il fiore è bianco, in vistosa pannocchia.Ha ottime proprietà diuretiche; i tuberi contengono amido, utilizzato nella preparazione di bevande alcooliche e di colle. È officinale protetta.
La Genziana maggiore (Gentiana lutea L.) è frequente nelle formazioni di pino loricato e nei pascoli; il fiore è giallo. È officinale velenosa, ma gli estratti dal rizoma, in quantità limitate, possiedono proprietà aperitive, febbrifughe, stomachiche, toniche e vermifughe. È una specie protetta (le ultime tre specie sono soggette alla L.R. Basilicata 42/80, per cui ne sono vietati la raccolta, l'asportazione, il danneggiamento ed il commercio anche di semplici parti).
 

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